Pmi innovative e startup: crescono il numero e gli occupati
La fotografia emerge dalla relazione relativa al 2023 e inviata alle Camere dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Redazione
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07 Febbraio 2024
Tempo di lettura: 3 minuti

Il sistema italiano dell’innovazione si conferma dinamico e in buona salute. È questo in estrema sintesi il quadro tracciato sul settore dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e inviato alle Camere.

I numeri della relazione, relativi al 2022 e con aggiornamenti costanti sino settembre scorso, sottolineano come le startup e le pmi innovative siano aumentate in termini numerici. Allo stesso tempo è accresciuta anche la quota di occupati. Nei primi nove mesi dell’anno appena concluso, invece, si registra una leggere flessione delle startup innovative rispetto al 2022 che però non coinvolge le PMI innovative.

Nello specifico al 31 dicembre 2022, le startup innovative sono 14264 (+1,4% rispetto al 2021), nei primi nove mesi del 2023 c’è stata invece una contrazione del 3,6 per cento rispetto all’anno precedente.

Nel 2022 le PMI innovative sono 2459 mentre nei primi nove mesi del 2023 il numero si è attestato a 2658 con un incremento di 199 (+8,1%) rispetto al 2022.

La distribuzione geografica è profondamente differente: nel 2022 il 35% delle startup innovative è localizzato nell’Italia Nord-occidentale con la Lombardia in testa. Cala la presenza nel Nord-est (-1,7%) dove comunque ci sono 2500 imprese con il Veneto prima regione.

Buoni i riscontri anche nel Mezzogiorno con la Campania sugli scudi, nella regione infatti ci sono oltre 1400 startup.

Nell’Italia centrale sono presenti 3 mila aziende con il Lazio a farla da padrona con quasi il 13% del totale localizzato all’interno dei suoi confini.

Ben il 17,6% del totale delle startup è costituito da giovani. Buono anche il coinvolgimento femminile (13,2% del numero totale).

Sul versante occupazionale, sempre scorrendo i numeri, emerge che nel 2022 la quota di occupati nelle startup innovative ha superato quota 23800 unità, in crescita del 10,8% rispetto al 2021. Con riferimento al valore della produzione, le startup innovative hanno realizzato complessivamente un valore della produzione pari a circa 2,06 miliardi di euro (bilanci 2021).

Rispetto alla precedente misurazione, il valore medio della produzione è notevolmente aumentato, passando da circa 152.142 euro a 254.472 euro per ciascuna impresa.

Invece, sul versante delle PMI innovative è da sottolineare come queste continuino a registrare tassi di crescita positivi e, nel 2022, si sono attestate a quota 2.459 unità (il miglior risultato di sempre). A confronto con il 2021 il numero è cresciuto del 12,3%.

Con riferimento alla presenza geografica, il 40% delle PMI innovative si trova nel Nord-Ovest, in particolare la Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di imprese (770, pari al 31,3% del totale nazionale). Il 22,5% delle PMI innovative risiede nel Centro Italia, soprattutto all’interno del Lazio dove sono presenti 306 imprese, equivalenti al 12,4% del totale nazionale.

Il Mezzogiorno detiene il 20% del totale, sospinto dalla Campania (180 imprese con un peso del 7 ,3%) e dalla Puglia (107; 4,7%). In coda si trova, invece, il Nord-Est, con il 17,5% del totale nazionale di PMI innovative.

Passando all’occupazione, le PMI innovative nel corso del 2022 hanno fornito lavoro a poco meno di 51 mila addetti. L’aumento è sostanziale rispetto al 2021, quando gli occupati risultavano pari a circa 43.400 unità, (+17,5%). Rispetto al 2021, nel 2022 è inoltre aumentata la dimensione media delle PMI innovative, passata da circa 20 addetti a circa 21.

Per ciò che riguarda l’analisi settoriale, si evidenzia che il 39,3% delle PMI innovative è attiva nei servizi di informazione e comunicazione.

Infine alcuni dati relativi ai finanziamenti. L’’incentivo fiscale De minimis al 50% per investimenti in startup e PMI innovative a dicembre 2023 raggiunge oltre 19.000 operazioni, con investimenti di oltre 290 milioni di euro. Il Fondo Nazionale Innovazione nel 2022 raggiunge 2 miliardi di euro, investendo principalmente nei settori della Transizione Digitale (30%) e Green Transition (19%).

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