Venture builder e startup studio: quale futuro?
Creare nuove attività imprenditoriali è una sfida affascinante e ricca di incognite, ma la vera domanda è in che modo alimentare il motore della crescita. Alcune riflessioni di Nicola Pirina, CEO di Kitzanos sulla centralità delle persone all’interno delle aziende.
Redazione
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08 Settembre 2023
Tempo di lettura: 4 minuti

I venture builder possono ancora essere vincenti?

O meglio, perché gli startup studio hanno interesse allo sviluppo imprenditoriale?

La letteratura indica la creazione di nuove attività imprenditoriali come una delle cinque priorità principali per lo sviluppo armonico dei territori, nonostante l’elevata aleatorietà.

Ha senso, poiché ogni euro di ricavo proveniente da nuove attività genera un valore aziendale superiore rispetto a ogni euro guadagnato dalle attività aziendali principali.

È facile (forse) avere l’ambizione di creare un portafoglio di nuove imprese e investimenti che agitino i mercati esistenti e ne creino di nuovi.

È facile dire abbiamo bisogno di un motore di crescita. Ma la vera domanda è: come?

Occorre fare affidamento sulla risorsa principale: le persone.

Credo nel talento e nelle squadre.

La maggior parte dei team non include per forza imprenditori e investitori in grado di vedere oltre l’orizzonte. Servono persone in perenne fase di interrogazione e dubbio.

Questo può essere fatto meglio?

Questo può essere fatto diversamente?

C’è un modo per farlo in modo più efficiente?

E così via.

C’è insomma bisogno di persone che mettano in discussione il modo in cui vanno le cose e osino cambiare, nonostante la resistenza che inevitabilmente si presenterà.

Ambiente sereno, libertà di pensiero, azione e manovra, spazio e supporto finanziario, sempre sotto controllo.

Non devono necessariamente scovare un’idea rivoluzionaria, ma devono essere eccellenti nell’esecuzione. Devono essere aperti a disimparare tutto ciò che hanno imparato riguardo a processi, strutture e procedure. Devono comprendere profondamente dove si sta dirigendo il business.

Quali sono le tendenze nei prossimi cinque o dieci anni?

Quali sono le minacce?

Sono pronti a perseverare.

La perseveranza e la persistenza sono capacità fondamentali.

Pazienza e fede.

Se si è stati bravi e coscienziosi i risultati arriveranno.

Se non arrivano, non era il momento, non era l’idea, non erano le persone ad essere giuste

Capita di sbagliare. Un’iniziativa andata male è solo un buon insegnamento.

Devono essere pronti a sbattere contro gli stessi ostacoli, ancora e ancora, devono avere comunque l’energia per andare avanti.

Sono pronti a lasciare. Sanno che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo. Se non sei pronto semplicemente non stai spingendo o pensando in grande abbastanza.

Guidano la roadmap, sperimentano e considerano la fattibilità tecnica.

Ecco perché gli startup studio continuano a svolgere questo lavoro.

Se non vedete prove dell’ambizione messa in pratica è solo teatro dell’innovazione.

Astenersi perditempo.

Questo approccio sovverte il mito del fondatore eroico, l’idea che le idee innovative possano essere realizzate solo attraverso il genio e il duro lavoro di un solo individuo appassionato.

Un grande fondatore è solo un aspetto nella creazione di una grande startup.

Non esiste la polvere di fata del mondo delle startup.

Come si trovano le persone giuste?

Possono essere coloro che hanno lavorato in startup in fase iniziale e stanno cercando di diventare fondatori o, ancora, persone che non hanno più stimoli nel loro posto di lavoro.

A volte un imprenditore viene da noi con un’idea e noi lo aiutiamo a renderla concreta.

Nella mia esperienza è tuttavia essenziale una cosa: basta che non siano persone che entrano in panico.

Ci sono molte iniziative che non abbiamo realizzato perché non avevamo il team giusto.

Cerchiamo persone che siano in grado di osservare e imparare.

Il 50% delle aziende presenti nell’S&P 500 nell’anno 2000 non esiste più.

Ciò significa che le imprese devono urgentemente trovare nuovi modi per rimanere all’avanguardia. Le realtà che danno priorità alla costruzione di nuove attività ottengono migliori risultati, crescono più rapidamente e sono più resilienti alle volatilità e alle interruzioni.

Se le startup crescono, cresciamo anche noi.

E Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno.

As usual, ready to debate.

Un sorriso, Nicola

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